A seguito del
fenomeno dell’
incastellamento (J. Coste, 1980) verificatosi
intorno all’anno mille, di cui si ritrova ampia testimonianza
sia nella Bassa Sabina sia nella Valle dell’Aniene e zone limitrofe,
venne edificata la Rocca Medievale intorno alla quale nel corso
dei secoli venne costruito il
Castrum Monticellorum.

La Rocca medievale venne edificata sul colle di Montecelio utilizzando
le rovine di un precedente insediamento ed inglobandone in essa
un tempietto romano del I° secolo a.C.. In epoca medievale,
attraverso studi effettuati notizie storiche certe, il Castrum
Monticellorum era tra i pochi nuclei abitati presenti nell’area
tiburtina ad aver accentrato un numero rilevante di popolazione.
Va altresì rilevato che nel resto del territorio circostante
i Monti Cornicolani prevalsero insediamenti sparsi assai tipici
della Campagna Romana. Il primo documento storico di cui si
parla del Castrum Monticellorum è riferibile ad una Bolla di
Papa Benedetto VII il quale indica ‘Monticelli’ come un possedimento
della Chiesa tiburtina. La prima fortificazione della Rocca
fatta intorno alla fine del sec. X fu opera della famiglia dei
Crescenzi. Fu proprio in quel periodo e cioè nell’anno
1002 che l’Abate dell’Abbazia di Subiaco venne rinchiuso nelle
carceri della Rocca per la controversia che i Crescenzi avevano
con la potente Abbazia Benedettina in merito al possesso di
tre castelli della media valle dell’Aniene. Il Castrum andò
via via sviluppandosi in forma concentrica, rimanendo escluso
dall’antropizzazione solo il lato esposto a settentrione che
ancora tutt’oggi è scarsamente edificato sia per la forte acclività
del pendio sia per il microclima sfavorevole. Nel sec. XII in
seguito alla divisione tra due rami della famglia dei Crescenzi,
viene creato sull’altra vetta il
Castrum Montis Albani
che scomparirà nel sec XV ed il cui territorio sarà allora riassorbito
in quello di Montecelio. Diverse furono le famiglie feudali
che possederono nel corso dei tempi il Castrum Monticellorum
tra cui gli
Orsini, i
Della Rovere e i
Cesi.
Degno di nota fu il verificarsi di un notevole incremento della
popolazione, nella seconda metà del sec. XVI, a seguito della
riattivazione di varie cave di travertino utilizzato nella costruzione
delle più importanti Basiliche romane.