
Il
17 agosto 1603 quattro giovani la cui età complessiva non raggiungeva
un secolo:
Federico Cesi, marchese di Monticelli,
Francesco
Stelluti, nobile di Fabriano, l'olandese
Johannes Van
Heeck ed il conte
Anastasio De Filiis nativo di Terni,
sottoscrivevano un patto scientifico per la fondazione dell'Accademia
dei Lincei, la prima del genere che sorgesse nel mondo civile.
L'Accademia assunse l'emblema della lince col motto 'sagacius
vista', metafora dell'acutezza e penetrazione della vista per
ricordare che per conoscere intimamente I problemi naturali
bisogna indagare l'interno delle cose, come dicesi che la lince
faccia col suo acutissimo sguardo vedendo non soltanto quello
che è di fuori, ma anche ciò che dentro si nasconde. L'Accademia
intuì il potenziale rivoluzionario insito nelle scoperte celesti
di
Galileo del 1610 grazie al cannocchiale. Celebrò Galileo
e ne sollecitò l'iscrizione all'Accademia, avvenuta il 25 dicembre
1611. Successivamente sostenne la battaglia dello scienziato
pisano contro gli esponenti della cultura tradizionale e, più
tardi, contro l'opposizione delle autorità ecclesiastiche. L'Accademia
promosse e pubblicò a proprie spese l'Istoria e dimostrazioni
intorno alle macchie solari (1613) e il Saggiatore (1623) di
Galileo. La dissoluzione dell'Accademia con la morte del Principe
Federico Cesi (1630) impedì che essa potesse pubblicare il Dialogo
intorno ai due massimi sistemi del mondo dello scienziato pisano.