Teatro Comunale di Tivoli - Via del Collegio - 5, 6, 7 aprile 2008 ore 21:00 "Le differenze di talento, di intelligenza, di comprensione, sono trascurabili in confronto a quello che c’è in comune fra tutti gli uomini […] Se io percepisco un altro essere solo in superficie, sento le differenze che ci separano. Se penetro in profondità, percepisco la nostra uguaglianza". È da queste parole di Erich Fromm che nasce DIVERSAmente, una Rassegna Teatrale promossa dalla Compagnia Teatro dell’Applauso e dalla Comunità Giovanile di Tivoli Avantgarde, con il sostegno dell’ Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Tivoli. La manifestazione, dedicata ai Teatri delle Diversità, avrà luogo presso il Teatro Comunale di Tivoli, in Via del Collegio, il 5, 6 e 7 aprile 2008 alle ore 21:00 ad ingresso gratuito. Ogni serata si aprirà alle 21:00 con la proiezione dello spettacolo Il principe infelice, interpretato da un gruppo di bambini sordomuti di Tirana e diretto dalla regista Tiziana Scrocca, nell’ambito di un progetto promosso dalla Fondazione Magis. Alle 21:30 si esibiranno, nell'ordine delle serate, il gruppo di teatro integrato Fuori ConTesto con lo spettacolo Raccattapalle; la compagnia di detenuti, ex detenuti e non detenuti Presi per caso con il concerto-spettacolo Radiobugliolo, flash di vita dalle romane galere; l’attore Alessandro Fontana con il recital Stasera io qui, canzoni per amare. In scena la diversità, il cosiddetto “quinto teatro”: quello degli esclusi. Detenuti, malati mentali, diversamente abili salgono sul palcoscenico per raccontare delle storie che rivendicano lo statuto originario dell’Arte e dell’Attore: la diversità e la follia, la provocazione e il limite. Opere uniche, nate in carceri di massima sicurezza o in gruppi teatrali che non temono il confronto con la diversità. In ogni caso luoghi lontani dalla quiete rassegnata dei nostri teatri con le poltroncine rosse. DIVERSAmente vuole dare l’opportunità, a chiunque, di mettersi in gioco con la propria specificità e peculiare diversità, senza paura di essere giudicato o emarginato e, contemporaneamente, vuole offrire allo spettatore un viaggio che va oltre le apparenze. Il teatro diventa un mezzo efficace per stabilire rapporti autentici tra le persone, al di là delle loro “differenze” e ridar vita a valori quali il rispetto dell’altro, la facoltà di riconoscergli le nostre stesse capacità, di accettarlo senza pregiudizi perché la diversità non esiste, è solo una definizione che uccide l’unicità di ciascuno. Un teatro di educazione e di riflessione, grazie al quale trasformare il proprio “disagio”, di attore o spettatore, in scoperta di nuove condizioni di vita. Ufficio Stampa Compagnia Teatro dell’Applauso
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